Cistite: sintomi, recidive e trattamento

Cosa è la cistite e quali trattamenti utilizzare

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Cistite
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Si stima che in media il 50-80% delle donne abbia sofferto almeno una volta nella vita di Cistite. Ma che cos’è? Come possiamo prevenirla? Quali sintomi si associano? Vediamone insieme i vari aspetti.

Cos’è la cistite

La cistite non è altro che un’infezione sintomatica della vescica urinaria. Alcuni batteri che normalmente vivono nelle zone anali e genitali esterne risalgono l’uretra e si annidano nella vescica causando la tipica sintomatologia di una comune cistite. Il batterio più comune riconducibile ad una simile infezione è l’Escherichia Coli, uno dei microrganismi più numerosi del colon. Secondo le statistiche la cistite ha una prevalenza di circa il 5% nelle donne tra i 20 ed i 40 anni, mentre considerando la fascia dai 40 anni in su, l’incidenza arriva fino al 40-50% sia nel sesso maschile che in quello femminile. Il motivo è soprattutto riconducibile a ragioni anatomiche: alcuni studi hanno dimostrato infatti che essendo nelle donne l’uretra molto più vicina alla zona perianale, ed essendo il canale uretrale molto più corto rispetto a quello dell’uomo, questo fa sì che le donne siano maggiormente predisposte alla risalita dei batteri. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato una certa stagionalità (in autunno ed in primavera), nelle cistiti recidivanti.

Sintomi e diagnosi della cistite

La sintomatologia tipica di un’infezione da cistite comprende:

  • bruciore nella minzione,
  • dolori a basso ventre e più raramente brividi,
  • febbre o sangue nelle urine.

La diagnosi di cistite è di natura clinico-anamnestica. Il vostro medico di fiducia, cioè, avrà cura di porvi delle domande sui sintomi che avete, quanti e da quanto tempo, sulla loro acutizzazione e nel caso lo ritenga, potrebbe chiedervi di sottoporvi ad un esame urine ed urinocoltura. L’esame urine consta nel raccogliere dentro un contenitore sterile un campione delle prime urine della mattina ed inviarle ad un laboratorio analisi. Successivamente, nel caso in cui vengano riscontrati molti leucociti in urina (di solito si considera patologico il valore superiore a 100.000 globuli bianchi per unità), l’antibiogramma fornirà delucidazioni sugli antibiotici sensibili che potrebbero essere prescritti per l’eliminazione dei batteri responsabili dell’infezione. Infine, il vostro medico avrà cura di effettuare una diagnosi differenziale con altre patologie quali ad esempio, la Prostatite acuta.

La “Sindrome della Luna di Miele“, tradotto dall’inglese, non è altro che una banale cistite dovuta allo sfregamento dell’uretra durante l’atto sessuale. In questo caso, oltre ad una corretta igiene, gli specialisti consigliano l’uso di lubrificanti specifici, meglio se a base di acqua.

In gravidanza le infezioni del tratto urinario sono più frequenti di quello che si possa credere. E’ lo stato stesso infatti, insieme a cambiamenti ormonali, disturbi passeggeri dell’alimentazione ed altri, che predispongono le donne in attesa ad una maggiore possibilità di contrarre infezioni del basso tratto urinario.

Perchè prevenire è meglio che curare?

Una piccola parentesi merita di essere presa in considerazione per quanto riguarda le possibili complicazioni delle infezioni del tratto urinario. In primo luogo, una cistite non trattata o non presa in tempo, potrebbe sfociare in Pielonefrite. La Pielonefrite non è altro che la migrazione dei germi patogeni dalla vescica su per i reni, risalendo lentamente fino all’uretere. I sintomi di una pielonefrite sono generalmente più importanti, e includono febbre (sopra 37,5°), malessere generale, mancanza di appetito, e brividi. Spesso infatti, dopo un periodo di bruciori alla minzione della durata di qualche giorno, i sintomi sembrerebbero essere passati, per poi sfociare in un quadro ben più complicato fino a possibili coliche renali vere e proprie. Una pielonefrite in atto rappresenta una condizione medica abbastanza seria e va trattata il prima possibile con terapie adeguate.

Il trattamento di una cistite semplice consta in generale di due possibili strade:

  • La prima è la prescrizione dell’antibiotico più sensibile dopo l’esecuzione di un esame urine.
  • Il secondo è l’attuazione della terapia empirica (senza attendere il risultato dell’urinocultura).

La distinzione tra le due è compito del medico curante. Anche lo spettro di antibiotici varia in entrambi i casi. Poiché si stima che circa il 40% delle donne che abbiano avuto almeno una volta nella vita la cistite siano probabilmente soggette a recidive, la prevenzione è un argomento da tener presente.

Fattori di rischio prevenzione e trattamento della cistite

Alcuni fattori di rischio includono l’età, periodo post-menopausa, ipertrofia prostatica benigna ed altre malattie preesistenti come il diabete, ecc. In primo luogo dunque, gli specialisti raccomandano di cercare di indossare, quanto più possibile, biancheria intima traspirante, meglio se di cotone. Inoltre, è buona norma non cercare di trattenere l’urina in vescica a lungo, in quanto il ristagno potrebbe favorire la proliferazione batterica. L’igiene intima deve essere eseguita con regolarità, specie dopo rapporti sessuali, meglio se con detergenti intimi neutri, cercando di passare sempre dalla zona genitale a quella anale e non viceversa. Anche l’uso di integratori a base di D-Mannosio e mirtillo rosso aiutano a prevenire le recidive delle cistiti. Fondamentale l’assunzione di Vitamina C, anche sotto forma di integratori, per ristabilire il naturale pH delle urine. Infine, uno stile di vita sano e povero di zuccheri aiuta a mantenere equilibrato il pH delle mucose genitali.

Dott.ssa Diana Catocchia
Laureata in Medicina e Chirurgia, da sempre attenta alla salute fisica e psichica delle persone.