caduta capelli

La caduta dei capelli  è decisamente frustrante, soprattutto se porta a condizioni di grave alopecia.

I capelli rappresentano una parte fondamentale dell’estetica, questo vale soprattutto per le donne. Leggi come fare i capelli mossi

La caduta dei capelli, che si verifica maggiormente in alcune stagioni, è assolutamente normale laddove non porti alla comparsa di aree alopeciche.

Il loro cadere fa parte del loro ciclo vitale.

D’altra parte, bisogna preoccuparsi quando si noti che la caduta è maggiore rispetto alla ricrescita. Solo in questo caso si può parlare di effettiva perdita dei capelli. La capigliatura può apparire meno folta, ed i capelli più sottili; si possono evidenziare aree di alopecia e, nei casi più gravi, calvizie.

Quando la caduta dei capelli è preoccupante

Come sottolineato in precedenza, bisogna fare attenzione non solo ai capelli persi, ma anche alle modificazioni della capigliatura.

Se vi è un aumento della perdita dei capelli, accompagnato da una oggettiva riduzione in volume della capigliatura, nonché l’intravedersi di aree vuote, allora è necessario affrontare il problema.

Per comprendere quando preoccuparsene, visto che vi sono periodi in cui i cadelli cadono più facilmente, è indispensabile avere chiaro il ciclo vitale del capello.

Anche questo approccio ci permette di poter meglio discernere e differenziare una caduta dei capelli perfettamente nella norma da una condizione patologica.

Ciclo vitale del capello

La crescita del capello è di 1,00- 1,5 cm al mese.

Ogni capello segue un ciclo pilifero che ha una durata tra i due ed i 6 anni.

Ogni capello, nell’uomo, è indipendente dall’altro.

Perdere fino a 100 capelli al giorno è considerato fisiologico. Di norma se ne perdono dai 50 ai 100, che in condizioni fisiologiche sono sostituiti da un numero equivalente di produzione di nuovi capelli.

Le fasi della vita del capello si possono così riassumere:

  • Anagen. Questo periodo corrisponde alla fase di crescita del capello. Esso è caratterizzato da una divisione cellulare intensa. In questo periodo, dalla radice dei capelli viene prodotta la fibra. La fase anagen è, a sua volta, divisa in sei sottofasi. Si possono distinguere una fase proliferativa, comprendente le prime 5 sottofasi, ed una fase di differenziazione, che comprende la sesta, ed è più lunga.
  • Catagen. Dura 3-4 settimane, ed è definita come la fase della regressione. In questo periodo la crescita è rallentata, e la fibra non è più prodotta. Corrisponde al periodo in cui il follicolo diminuisce la propria attività mitotica.
  • Telogen. Questa è l’ultima fase del ciclo vitale del capello. E’ la fase di riposo. Corrisponde alla fase di caduta, e dura dai 2 ai 4 mesi. In questo periodo il capello, diventato più fragile, si stacca naturalmente; esso è  guidato dalla comparsa di un nuovo capello. Nella stessa sede partirà un nuovo ciclo vitale di un nuovo capello.

In condizioni normali, l’80-90 % dei capelli è im fase anagen, l’ 1 % in catagen ed il 10-20% in fase telogen.

La fase anagen è più lunga nella donna ( 3-6 anni) rispetto all’uomo ( 2-4 anni)

Nell’uomo, a differenza degli altri mammiferi, non si assiste ad una muta.

Il ciclo vitale del capello nei diversi follicoli è asincrono.

Quando la caduta dei capelli fisiologica è più accentuata

I periodi di maggior perdita sono la primavera e l’autunno.

In queste stagioni si assiste ad una maggior caduta dei capelli in fase telogen.

Questo processo è influenzato dalla lunghezza del giorno e dalla temperatura.

La caduta stagionale, più accentuata in autunno, riguarda sia gli uomini che le donne. I motivi sono da imputarsi alla fragilità del capello dopo le aggressioni ambientali dell’estate (sole, vento, salsedine).

I fattori ambientali inducono stress sui bulbi dei capelli, cosicchè il capello si indebolisce. Inoltre, lo stress e l’esposizione agli inquinanti ambientali, al ritorno dalle vacanze, non fa che contribuire al fenomeno.

Altra spiegazione sulla caduta dei capelli stagionale è quella che considera questo fenomeno come un retaggio filogenetico. In questo caso la perdita stagionale dei capelli è interpretata come una simil muta dei mammiferi dai quali discendiamo.

Cause di caduta dei capelli con effettiva perdita

Questo problema riguarda soprattutto gli uomini, sebbene anche nelle donne sia in aumento.

Vediamone insieme le principali e più frequenti forme:

  • Alopecia aerata
  • Telogen effluvium
  • Alopecia androgenetica

Alopecia aerata

In questo caso sono interessate aree circoscritte. Questa forma può interessare sia donne che uomini. I capelli cadono solo nelle zone interessate dal processo. La pelle si rende visibile, non si notano né fenomeni infiammatori né arrossamenti.

Essa ha un’origine probabilmente multifattoriale (fattori genetici, stress, squilibri ormonali) e normalmente insorge prima dei 40 anni, ed è più frequente tra i soggetti molti giovani. Il 60% dei soggetti colpiti ha meno di 20 anni.

Viene definita come una problematica autoimmune; in pratica i linfociti vanno ad attaccare i follicoli (senza distruggerli in modo permanente) che producono i capelli, causando un assottigliamento ed indebolimento,  fino alla comparsa di aree alopeciche spesso pruriginose. La condizione  può evolvere nella calvizie.

Se ne distinguono una forma:

  • A chiazze
  • Totale, coinvolgente tutto il cuoio capelluto
  • Universale, coinvolgente tutti i peli del corpo

Se in presenza di alopecia aerata è opportuno fare riferimento a medici specialisti del settore

Telogen effluvium

Forma tipica delle donne. In questo caso la capigliatura si mostra più sottile ed opaca e si assiste alla caduta dei capelli.

Solitamente è un fenomeno improvviso ma di breve durata ed è associato ad uno stress psicofisico prolungato come nel periodo del:

Superato lo stress i capelli normalmente ricrescono.

Esistono tuttavia forme croniche del fenomeno, normalmente meno devastanti delle varianti acute.

Esse non sembrano essere collegate a cambi di stagione o ai motivi visti per le forme acute. Le cause sono da ricercare in:

  • Carenze nutrizionali
  • Malattie infettive
  • Problemi endocrini
  • Depressione
  • Farmaci
Le carenze nutrizionali e la caduta dei capelli

Tra le principali cause di capelli deboli e diradati vi sono le carenze di ferro e di proteine nelle donne. Nello specifico, nelle donne, a causa di un flusso mestruale abbondante, non è rara la carenza di ferritina, la quale è coinvolta nella nutrizione dei follicoli dei capelli.

Anche le carenze proteiche possono essere responsabili della perdita dei capelli: essi sono infatti costituiti da proteine.

I problemi endocrini

L’ipotiroidismo, anche in forma subclinica, può comportare la perdita dei capelli. La tiroide infatti agisce sulla funzionalità delle ghiandole sebacee: in questi casi i capelli appariranno secchi ed opachi e più fragili.

 

Alopecia androgenetica

Questa forma riguarda soprattutto gli uomini. Essi sono coinvolti nella misura del 70 % dai 20 ai 60 anni.

Tale perdita di capelli è dovuta ad un’enzima (5 alfa reduttasi) che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (Pht).

Quest’ultimo agisce sul bulbo pilifero provocandone una diminuzione delle dimensioni. Ne conseguono capelli deboli e sottili.

Le aree più colpite sono le tempie, la fronte e la zona superiore della testa.

Questo tipo di alopecia può tuttavia colpire anche le donne (35 %), nel periodo della menopausa.

Come affrontare la caduta dei capelli

Fatta una prima differenziazione tra una caduta fisiologica compensata da nuovi capelli ed un effettiva riduzione della capigliatura,  bisogna evidenziarne la causa.

Può essere molto utile consultarsi con il proprio medico di riferimento.

Nel caso la perdita dei capelli fosse in relazione a problemi di stress, il medico potrebbe consigliarvi un percorso psicoteraupetico, o potreste optare per la meditazione, lo yoga o la pratica di attività fisica per tentare di ridurre le tensioni.

Solitamente, per quanto riguarda le perdite di capelli relative a periodi della vita come gravidanza ed allattamento, nella maggior parte dei casi occorre avere pazienza ed aspettare che si ripristino le normali funzionalità del ciclo vitale dei capelli.

Se il problema fosse invece legato ad un’anemia, il medico ve lo potrà confermare tramite un esame del sangue, evidenziando un’effettiva carenza di ferro. Vi potrà pertanto consigliare di assumere degli integratori specifici, o potenziare attraverso gli alimenti l’introduzione del ferro.

Anche per quanto riguarda l’alopecia legata a disturbi tiroidei sarà opportuno indagare attraverso esami che la evidenziano, per poi stabilire le giuste misure terapeutiche.

 

Per quanto riguarda l’alopecia androgenetica, prima di scegliere un qualsiasi trattamento, è oppurtuno consultare il proprio medico.

 

 

 

 

 

 

 

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Ho frequentato l'università di medicina Veterinaria, fino a pochi esami dalla fine. In seguito  sono poi approdata alla scuola di Naturopatia tradizionale Unipsi, ad indirizzo scientifico, ricevendo il conseguente attestato dopo effettuazione di un esame finale che ha avuto esito positivo. Sempre fortemente impegnata nello studio delle discipline affini alla consulenza del benessere, ho frequentato la scuola di riflessologia plantare e ho conseguito, dopo aver sostenuto un esame, il relativo attestato.Ho frequentato anche  alcuni corsi formativi con attestato dopo relativi esami : cosmetologia, trattamenti estetici del viso, trattamenti estetici del corpo, la messa in piega tecniche e processo, corso di personal trainer (150ore) presso Accademia domani.. Da sempre appassionata di scrittura, ho partecipato a numerosi concorsi poetici a livello internazionale, con pubblicazione di alcuni miei testi poetici. In quest'ultimo anno mi sono dedicata alla attività occasionale di ghost writer, solo per privati, fuori dal web. Attualmente lavoro  sul web con stesura di articoli e guide riguardanti il benessere e la medicina, e sono redattore sul web nella realizzazione di guide e recensioni di alta qualità per siti web importanti.

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