La processionaria: le dermatiti, la pericolosità, la cura

Guida alle problematiche da processionaria

La processionaria è un lepidottero altamente distruttivo per le piante di pino, poiché le priva delle foglie. Le foglie dei pini, e di altre conifere, rappresentano infatti il suo nutrimento. Durante il suo stadio larvale ha una peluria che ha caratteristica di essere molto irritante per la cute di molti animali, tra i quali si ritrova anche l’uomo.

La processionaria ed il suo ciclo vitale

Nelle sere d’estate gli adulti emergono dal suolo e sfarfallano. Dopo alcuni giorni dall’accoppiamento, le femmine depongono le uova (fino a 300) ed i maschi muoiono.

Dopo circa quattro settimane le uova si schiudono, dando origine alle larve, comunemente chiamate bruchi. Quest’ultime cominciano a nutrirsi degli aghi di pino, muovendosi in gruppo.

La loro attività riprende in primavera, in questo momento le larve abbandonano la pianta ospite in fila indiana, comunemente si dice in processione, per cercare un luogo idoneo dove interrarsi.

Esse si interrano a 15 cm di profondità; da lì, a maturità completata, in estate emergeranno dal suolo come falena.

Falena di processionaria

Le dermatiti e le allergie che causano

Sono le larve responsabili dei danni, sia alla vegetazione che agli animali.

La processionaria infatti, nonostante le dimensioni limitate, possiede forti mandibole, le quali le permettono di nutrirsi degli aghi di pino facilmente, tanto da defogliare in maniera rapida interi rami.

Come detto, nello stadio larvale il loro corpo appare ricoperto da peli urticanti. I peli sono velenosi, ed in alcuni casi possono essere responsabili di gravi reazioni allergiche. Questi peli, disperdendosi molto facilmente, o per contatto diretto con la processionaria, possono essere responsabili di irritazioni cutanee, asma e congiuntivite, sia negli animali domestici che nell’uomo. I peli si staccano facilmente dalla larva nel corso di un contatto, o semplicemente per l’azione del vento.

Hanno una particolare struttura, terminante a gancio. In questo modo si attaccano facilmente su cute e mucose, determinando una reazione urticante data dal rilascio del mediatore istamina (sostanza che viene rilasciata anche nelle reazioni allergiche).

Lo shock anafilattico

In alcuni casi, in determinati soggetti, i ripetuti contatti con le processionarie possono essere via via sempre peggiori. Nei casi più gravi può verificarsi il cosiddetto shock anafillatico, con pericolo per la vita. I sintomi riscontrati saranno:

  • Orticaria
  • Sudorazione
  • Edema della bocca e gola, ipotensione, perdita di coscienza

Se si verificassero, è oppurtuno richiedere un intervento medico immediato.

In caso di contatto con la pelle:

Si ha una dolorosa e pruriginosa reazione cutanea. Questa si manifesta non solo nelle aree scoperte, ma anche sulle aree coperte, poiché sudore e sfregamenti dei tessuti permettono la dispersione dei peli, generando questo eritema.

Tipica reazione orticarioide

In ogni caso sarà necessario lavare gli abiti, usando i guanti per maneggiarli, ad una temperatura più alta possibile. Può essere utile lavare la pelle con acqua e sapone e cercare di rimuovere i peli urticanti con delle strisce adesive o dei cerotti. Se l’eruzione fosse grave, sarà meglio contattare un medico.

In caso di contatto con gli occhi:

Si instaura rapidamente una congiuntivite con rossore e dolore.

Congiuntivite

In questi casi è necessario lavare gli occhi abbondantemente con acqua, per eliminare eventuali peli di processionaria. Sarà comunque essenziale una visita oculistica per stabilire se residuino peli urticanti, da rimuovere chirurgicamente.

Nei casi in cui siano interessati i tessuti più profondi, si possono verificare gravi infiammazioni che possono portare anche a perdita della vista.

Se i peli urticanti vengono inalati

Questi irritano le vie respiratorie, e possono comparire:

  • starnuti,
  • mal di gola,
  • difficoltà respiratorie (spasmo bronchiale come nell’asma),
  • difficoltà nella deglutizione

Questa valutazione dovrà essere fatta da un medico, che effettuerà un trattamento appropriato al caso, prescrivendo antistaminici e corticosteroidi.

Per ingestione dei peli della processionaria si possono manifestare:

  • Salivazione
  • Vomito
  • Dolori addominali

Quando preoccuparsi

Se, oltre alla sintomatologia localizzata, dovessero comparire problemi generalizzati come vomito, malessere generale, difficoltà respiratoria, sarà opportuno andare in ospedale.

Pericolo per gli animali domestici

Particolare attenzione va fatta soprattutto nei cani e nei gatti, che possono inalare i peli  annusando nel terreno.

Più frequenti, infatti, sono i contatti dei nostri amici animali, proprio perché più frequentemente all’aperto e più curiosi dell’ambiente. Anche nei cavalli è abbastanza frequente questa problematica perché, brucando l’erba, possono innavvertitamente ingerire o inalare i peli urticanti. In contatto con l’apparato digerente o respiratorio, i sintomi manifestati potrebbere essere:

  • Ipersalivazione, per il rapido instaurarsi del processo infiammatorio nella cavità orale. Nei casi più gravi, la lingua può ingrossarsi considerevolmente. In certi casi, andando i tessuti incontro a morte cellulare, l’animale può perdere porzioni di lingua.
  • Diarrea e vomito, rifiuto del cibo. La diarrea può talora essere emorragica.
  • Febbre.

La prima cosa che si può sempre eseguire è quella di lavare abbondantemente la bocca con acqua, magari usando una siringa senza ago, e ripetendo più volte. Risulta comunque essenziale, in presenza di questa sintomatologia, rivolgersi al medico veterinario per la terapia specifica.