Come stai? Seriamente, chiediamocelo. Qual è stata la risposta? “Bene”? “Non eccezionale, ma non voglio lamentarmi perché alcune persone stanno peggio”? Non è un segreto che il 2020 sia esploso come un vulcano attivo, in cui cicli di notizie orribili si sono susseguiti per settimane sui rotocalchi di tutto il mondo. La buona notizia è che possiamo riaccendere la nostra felicità interiore e vedere la vita da un altro punto di vista imparando a praticare la resilienza.
Cos’è la resilienza
Tale termine deriva dalla scienza dei materiali e indica la capacità di questi di assorbire l’urto e l’energia prodotta mentre il materiale viene deformato.
L’immagine rappresenta una buona descrizione anche della capacità dell’essere umano di far fronte alle avversità facendosi morbido. Non si tratta quindi di opporre una strenua resistenza alle difficoltà, ma di farsi morbidi per assorbire i colpi della vita.
Se la capacità di sopportare un evento, contrapponendovi una forza uguale e contraria, è ciò che ci rende resistenti, riuscire a razionalizzare e superare l’evento negativo nella nostra vita è ciò che ci rende resilienti.
Ecco perciò alcuni suggerimenti per stare subito meglio.
Abbandona i pensieri negativi
O semplicemente diventa più abile nel riconoscerli e riformularli. Questo ripulirà la mente in modo che diventi una stanza in cui vorresti passare più tempo. Individua gli schemi di pensiero che non ti piacciono (ad esempio: “sono solo” e fermati a riflettere: “Questo tempo extra da solo non deve significare che sono isolato o distante”. Può anche essere sinonimo di forza e riflessione. Poi cambia e aggiorna il pensiero: “Questo è un periodo di solitudine, ma ne uscirò meglio ed in grado di impegnarmi”.
Esci dal tunnel del confronto
Promemoria: il dolore non è una competizione. Abbiamo paura di parlare di ferite che sembrano meno significative rispetto a quelle degli altri. Oppure diciamo a noi stessi che dovremmo solo essere grati. Ma ogni individuo è a sé con un passato diverso alle spalle. Quando ignoriamo il dolore però, esso uscirà in altri modi. Essere irritabili, passare troppo tempo sui social o sviluppare una dipendenza od un disturbo alimentare. Qualunque cosa intorpidisca la sensazione. La soluzione: cerca di avere per te stesso la stessa cura che avresti per una persona cara. Se un amico ci dicesse: “Mi sento perso davvero perso”, probabilmente lo ascolteremmo e lo conforteremmo. Dobbiamo rispondere con la stessa compassione verso noi stessi.
Allena la resistenza alle situazioni di disagio
Invece di non salire mai più su un aereo dopo una pandemia, cambia la percezione chiudendo gli occhi e lasciando che lo scenario ideale si svolga davanti agli occhi (una tecnica chiamata visualizzazione). Rendi le immagini il più evocative possibile: il tuo viaggio è sicuro, tutti indossano le mascherine e sei seduto a due metri di distanza dagli altri passeggeri. La scienza dice che funziona: immaginarsi mentre si intraprende un’azione attiva le stesse regioni del cervello che lo eseguono. La mente spesso percepisce le cose che immaginiamo come equivalenti a ricordi reali.
Coltiva l’amor proprio
Quando il lavoro o gli eventi attuali ci esauriscono, ricordiamo a noi stessi che qualunque cosa stia succedendo passerà, o almeno così avevano imparato alcuni dei nostri nonni che avevano vissuto il trauma della guerra e della fame.
Impariamo poi che amare sé stessi non significa essere egoisti. Noi siamo l’unica persona che ci starà affianco per tutta la vita.
Usa questa citazione per combattere l’ansia
“Fidati del tuo futuro per gestire i problemi che verranno”. In altre parole, qualunque cosa accadrà in futuro sarà gestita al massimo delle possibilità perché sarai comunque tu a farlo. Allora è inutile preoccuparsene adesso.
Emetti energia positiva
Sorridi a qualcuno a cui sei indifferente. Potresti anche non conoscere il loro nome: un giornalaio, un portiere od anche un qualsiasi passante. Auguragli una buona giornata un po’ come un biglietto di auguri che non stai effettivamente inviando. Questa pratica, chiamata gentilezza amorevole, è progettata per aiutarci a prestare attenzione agli altri in un modo diverso. Noteremo più consapevolezza e connessione, specie se dovessimo rivedere quella persona. Usare questa tecnica regolarmente può aiutare a condividere amore verso sé stessi e gli altri.
Sostituisci la parola “normale” con la parola “presente”
Abbiamo sentito il termine “nuova normalità” più e più volte, ma alcuni esperti consigliano di pensare a un periodo difficile (come la pandemia) come ad un “nuovo presente”. Purtroppo alcune circostanze della vita non sono normali e non dovremmo aspettarci che lo siano. Dicendo a noi stessi che dobbiamo accettarlo e basta può scatenarci un mix di paura e rabbia, un cocktail tossico. D’altra parte però, se pensiamo a questo tempo come ad un “nuovo presente” potremmo accettare di più che le circostanze siano in continuo mutamento e non permanenti. Buona resilienza a tutti.