SALUTE E BENESSEREEsame urine ed urinocoltura: come si effettuano e cosa indicano

Esame urine ed urinocoltura: come si effettuano e cosa indicano

Un importante alleato nel processo diagnostico

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Potrebbe capitare che il vostro medico vi richieda “un esame completo delle urine con urinocoltura“. Ma che cos’è? A che scopo eseguirlo? Come interpretarne il risultato?

Cos’è l’esame urine

L’esame delle urine è l’analisi di laboratorio che è in grado di offrire maggiori informazioni per qualità e quantità di alcune sostanze espulse dal nostro organismo attraverso le urine. Vengono così studiate caratteristiche fisiche, chimiche e microscopiche.

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Come effettuare un esame urine completo: le raccomandazioni

Ad esempio, in presenza di sintomi tipici per infezioni urinarie od a carico dei reni, il vostro medico di fiducia prescriverà di effettuare un esame completo delle urine con urinocoltura. Per essere più precisi dunque, è bene rispettare alcune regole prima di raccogliere un campione di urina, cioè:

  • E’ raccomandabile essere a digiuno almeno dalla sera prima (8 ore)
  • Munirsi di un contenitore sterile per raccolta urine che non sia scaduto (in farmacia, parafarmacia e supermercati)
  • Devono essere le prime urine del mattino, cioè bisogna fare pipì subito dopo essersi alzati. Questo fa sì che durante la notte, se non si sono assunti altri liquidi e quindi non si è svuotata la vescica così frequentemente come siamo abituati durante il giorno, il nostro corpo abbia concentrato i soluti all’interno delle urine, che andranno ad essere esaminati. Ad ogni modo, si considera valido un intervallo di circa 2 ore dall’ultima minzione.
  • Lavare accuratamente prima le mani ed i genitali esterni
  • Evitare di riempire il contenitore con il primo “getto” o mitto di urina, ma “scartarne” una piccola quantità iniziale, poi lasciar riempire il contenitore fino a circa un terzo della sua capacità, ed infine terminare la minzione nel water
  • Richiudere subito il contenitore sterile e consegnarlo in laboratorio

E’ giusto menzionare poi che molti specialisti sconsigliano di effettuare l’esame durante il periodo delle mestruazioni, in quanto ciò potrebbe alterare il colore e la conta degli eritrociti nelle urine, anche se in eccezionali situazioni d’urgenza basterà informare il medico e tener conto di questa circostanza.

Interpretare i risultati: analisi chimica, fisica e microscopica

  • Colore: di norma giallo paglierino e limpido, può essere indicativo di ematuria macroscopica se di colore rosso sangue od altri.
  • Peso specifico: si riferisce alla concentrazione dei soluti, (sostanze espulse dal nostro corpo), rispetto alla quantità di acqua delle urine (solvente).
  • pH: di norma compreso tra valori di 5,5-8
  • Proteine: normalmente assenti
  • Glucosio: normalmente assente
  • Bilirubina: normalmente assente
  • Corpi chetonici (o chetoni), spesso positivo nei pazienti diabetici
  • Nitriti: normalmente assenti, possono rivelare un’infezione in atto
  • Leucociti: se presenti in quantità esigue, sono indice di possibile infezione del tratto urinario, (a meno che non provengano da secrezioni vaginali che hanno contaminato il campione di urina)
  • Eritrociti (sanguinamento occulto da reni o vescica)
  • Cellule epiteliali: se presenti in quantità ingenti, potrebbero essere sintomo di disturbi fisici dell’apparato renale o urologico
  • Batteri: l’urina normale è sterile

Urinocoltura ed antibiogramma

Normalmente, le urine sono sterili, non contengono cioè batteri patogeni. In presenza di sintomatologia però, sarà utile identificare il responsabile dell’infezione e scoprire l’antibiotico più adatto tramite un antibiogramma, che il laboratorio effettua automaticamente in caso di urinocoltura positiva.

Se abbiamo rispettato le nostre misure igieniche sopra specificate dunque, basterà attendere il risultato del laboratorio per sapere se nelle nostre urine sono presenti batteri come, il più comune Escherichia Coli, tipico delle feci.

Maggiore importanza è assunta in questo caso dal riempire il contenitore con il “mitto intermedio“, per far sì che batteri che popolano le zone genitali esterne non vengano erroneamente interpretati come presenti all’interno delle urine.

Una piccola quantità di urina dunque viene incubata a temperatura ambiente, facendo sì che ogni batterio presente cresca nelle successive 24-48 ore.

Il laboratorista osserva le colonie contandone il numero totale e determinando quali tipi di microrganismi siano cresciuti. Apprezzando la forma, il tipo ed il colore delle colonie si identificano qualità e quantità di batteri presenti. Di solito è presente un unico tipo di batteri in quantità relativamente elevata.

Il laboratorista raccoglie una colonia da ogni tipo di batterio per eseguire il test di sensibilità (antibiogramma), per determinare l’antibiotico più efficace per curare l’infezione. Se dopo l’incubazione la crescita è minima o assente, la coltura di urina è considerata negativa, suggerendo che non sia presente alcuna infezione.

Dott.ssa Diana Catocchia
Dott.ssa Diana Catocchia
Laureata in Medicina e Chirurgia, da sempre attenta alla salute fisica e psichica delle persone.

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