La puntura di medusa può essere un problema ricorrente per chi trascorre le vacanze estive a mare. Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento globale, è possibile trovare sempre più spesso meduse nei nostri mari. È quindi importante capire come comportarsi in caso di puntura di medusa, per questo motivo abbiamo deciso di scrivere quest’articolo, dove vi spiegheremo tutto quello che bisogna fare e quello che non bisogna assolutamente fare nel caos in cui si venga morsi da una medusa.
Puntura di medusa: sintomi
I primi sintomi del morso di medusa sono bruciore e prurito localizzato, in poco tempo la parte colpita comincerà ad arrossarsi. Questi sintomi sono dovuti al contatto con le cellule orticanti presenti sui tentacoli della medusa, che penetrano nella pelle ed iniettano una miscela di proteine orticanti e paralizzanti.
Molto raramente, oltre a al bruciore, prurito e rossore localizzato, possono subentrare altri sintomi, come per esempio: sudorazione, vertigini, difficolta respiratoria, mal di testa e nausea. In caso di uno o più di questi sintomi è importantissimo recarsi subito al pronto soccorso o chiamare un’ambulanza, poiché il soggetto morso, potrebbe subire uno shock anafilattico.

Puntura di medusa: cosa fare subito
- In caso di morso di medusa, la prima cosa da fare è quella di uscire dall’acqua e rimanere il più possibile calmi, in modo tale da non aumentare l’adrenalina nel sangue che farebbe viaggiare più velocemente le tossine iniettate dalla medusa;
- Sciacquare la parte colpita con acqua di mare, in modo tale da eliminare le tossine che non sono penetrate nella pelle. Non lavare la parte con l’acqua dolce, quest’ultima potrebbe rompere le nematocisti (tossine urticanti che la medusa rilascia, dopo essere entrata a contatto con un soggetto) presenti ancora sulla pelle;
- Eliminare eventuali filamenti residui con un coltello, strofinando delicatamente dalla parte piatta e non dalla parte della lama;
- Applicare sulla parte colpite un gel astringente al cloruro d’alluminio, quest’ultimo allevierà il prurito e bloccherà la diffusione delle tossine;
- In caso di sintomi più gravi, come quelli visti nel paragrafo precedente, recarsi subito al pronto soccorso o chiamare il 118.
Puntura di medusa: cosa NON fare
- Evitare di strofinare la parte colpita con sabbia o pietre tiepide. È vero che le tossine rilasciate dalle meduse sono termolabili, ma per inattivarle bisognerebbe raggiungere una temperatura di circa 50 gradi, quindi onde evitare ustione e meglio lasciar perdere questa procedura;
- Non versare mai sulla parte colpita: ammoniaca, urina, aceto o alcol, tutto ciò fa parte solo di alcune vecchie credenze popolari. Queste procedure, non solo, non sono in grado di alleviare i sintomi del morso della medusa, ma possono invece infiammare ulteriormente la parte colpita;
- Non grattare la parte colpita. Anche se si tratta di una reazione istintiva, si rischia di rompere eventuali nematocisti residue, presenti sulla pelle;
- Evitare creme al cortisone o che contengono antistaminici: queste creme entrano in azione dopo circa 30 minuti, cioè quando la reazione alla puntura di medusa e già naturalmente esaurita;
- Evitare di esporre la parte colpita al sole. Se si va al mare è importante comprire la parte con una crema a filtro totale (50+).
Puntura di medusa: rimedi naturali
Esistono diversi rimedi naturali che aiutano a contrastare i sintomi della puntura di medusa, vediamone alcuni:
- Acqua e bicarbonato: Preparare un composto cremoso, mescolando acqua e bicarbonato, spalmarlo sul punto colpito e lasciarlo agire per circa 30 secondi. Questo “rimedio della nonna” aiuterà ad alleviare il prurito causato dal morso della medusa;
- Aloe vera e calendula: sciacquare la zona colpita con dell’acqua di mare e applicare gel all’aloe vera o crema alla calendula. È sempre opportuno chiedere al farmacista o all’erborista maggiori informazioni sul prodotto;
- Urtica urens: si tratta di un rimedio indicato per le orticarie da edema e prurito, molto efficace ance in caso di morso di medusa. Le proprietà della Urtica urens, sno emostatiche, cicatrizzanti e antiflogistiche. Chiedere all’erborista le modalità d’uso più indicate.